Seleziona una pagina

Il fantasma di Vivian Maier

da

Un delitto di Joan Fontcuberta?

Dicembre 2023

Gira da tempo la notizia che Vivian Maier non sia mai esistita e che il personaggio sia nato da un’idea, o provocazione, di Joan Foncuberta e creato da uno staff guidato dallo stesso artista.

Ci sono varie interviste e conferenze in cui Fontcuberta spiega, con avarizia di dettagli, le linee guida che hanno portato questo progetto al successo.
In queste “confessioni” l’artista non si ferma a Vivian Maier, mostra altri esempi di personaggi fotografi da lui inventati, senza però egualiare, negli altri casi, il successo raggiunto con la Maier.
Tuttavia la sua fantasia non si è fermata ai fotografi, ha inventato un Picasso fotografo e un Dalì fotografo, semplicemente, a suo dire, ritoccando delle foto e aggiungendone di sue, realizzate nello stile tipico dei rispettivi artisi ma, soprattutto, e qui Foncuberta diventa meno avaro di dettagli, con una campagna mediatica fatta di tante affermazioni che, isolate dal contesto, sono veritiere ma evitano accuratamente di dire apertamente, ad esempio, che Picasso e Dalì erano anche fotografi. Per una migliore comprensione di questo concetto e dei metodi utilizzati,  vi rimando al link del video di una sua conferenza pubblicato da mag27.com e che metto a fondo pagina.

Il motivo, a suo dire, è quello di mettere in guardia dalle fake news. Qualcosa del tipo: -creo delle fake news, lascio che le persone ci credano, poi svelo il trucco per far capire che bisogna stare in guardia dalle fake news-.
Se nel frattempo, aggiungo io, il presonaggio ha fatto avvicinare le persone alla fotografia d’autore, ha sollevato discussioni e riflessioni, ben venga. E se ha anche fatto guadagnare dei soldi? In fondo è un lavoro anche questo.

Non voglio entrare nell’aspetto morale di questi “progetti”, anche perchè in 35 anni di attività nel mondo della pubblicità ne ho viste di peggio. Quello che più mi interessa è il pentolone che Fontuberta scoperchia con l’utilizzo di una comunicazione che induce a far percepire (a far credere) cose che non dice.

Questo non crea confusione, più semplicemente rende le persone consapevoli di una confusione in cui vivevano ignorandola, senza però fornire un antidoto e, senza antidoto, la alimenta.
Non può infatti non venire alla mente la domanda: sono fake le storie dei fotografi inventati o è fake la storia che le racconta? A chi dobbiamo credere, sempre che ci sia qualcosa o qualcuno in cui credere?
Qualunque sia la risposta, il risultato è lo stesso: la verità può essere inventata, rendendola credibile come tale.
Questo vale per tutti i livelli ed i campi della comunicazione, dall’arte, alla finanza, allo sport, alla medicina, ecc.

Mi torna in mente un gioco che facevo alla mia prima lezione di tecnica pubblicitaria con una nuova classe, lo scopo era quello di far capire loro che vedere o ascoltare senza analizzare ciò che ascoltiamo o vediamo ci rende manipolabili, in pratica li avvisavo preventivamente che da li a poco li avrei indotti a dire o pensare qualcosa di sbagliato nella convinzione che fosse giusto e, puntualmente, funzionava con tutta la classe.

Per tornare a Vivian Maier, come contraltare al personaggio inventato, sembra ci siano persone che si sono riconosciute nelle fotografie, che testimoniano la presenza della Maier dietro la macchina fotografica, è anche uscito fuori un file audio, uno solo, in cui c’è la voce registrata della fotografa, ci sono interviste ai suoi compagni di giochi al tempo delle scuole.
Già, prove e contro prove, continue bordate di comunicazione che, se inserite in un contesto in cui si dichiara come fake la base di partenza, non fanno altro che alimentare il caos in cui è stata gettata la comprensione.
(A riguardo metto un secondo video a fondo pagina con la raccomandazione di vederlo solo dopo quello di Fontcuberta.)

Amesso che sia un problema, cosa di cui sono convinto, qual è la soluzione?

Seguiamo l’ordine di come è stata creata la storia:
1) Si dice di aver scoperto una valigia di interessanti negativi.

2) Si crea un autore, la Maier, e si veste la sua vita di particolarità insolite per il quotidiano di quasi tutti noi:
-conservava tonnellate di vecchi giornali in una camera dove nessuno poteva accedere,
-era solitaria e taciturna,
-non stampava i suoi negativi quindi non ha mai visto le sue foto, ecc.

3) Si contatta qualcuno che ha voce in capitolo nel campo della fotografia: un editore, un giornalista, un critico, un museo, qualcuno insomma a cui raccontare la storia nel modo spiegato nel video che vi propongo a fondo pagina.

4) Iniziano ad uscire articoli, servizi, conferenze e mostre sulla Maier.

5) Milioni di persone si innamorano di questa fotografa, le sue opere acquistano valore economico a favore di chi ne detiene i diritti (nel caso della Maier sembra che questi, a seguito di una sentenza di condanna, appartengano al governo americano fino a quando non si troveranno gli eredi).

Non so se ci avete fatto caso ma in questo percorso c’è una falla, un ingranaggio mancante: la preparazione delle persone interessante dal punto 3. “Una bugia ripetura per tre volte diventa verità” e loro ne sono le vittime, è la falla presente in tutte le fake news e consiste nella mancanza di controlli, di verifiche.
Se non verificano loro, perchè devo farlo io che sono un semplice visitatore della mostra? Dunque mi fido!

 A riguardo Foncuberta rivela di aver creato altri personaggi o “falsi miti”. Personaggi che hanno anche generato un giro di affari.
Sto riportando questa riflessione al caso della Maier perchè è quello più eclatante tra quelli svelati da Fontcuberta ma vale ed è applicabile a tutti gli altri, in particolare a uno di questi, Ximo Berenguer, i cui lavori in Spagna hanno avuto una grande risonanza mediatitica, non erano altro che scatti realizzati dallo stesso Fontcuberta quando aveva 18 anni e accantonati perchè non in linea con il suo stile artistico. Ximo Berenguer, al contrario della Maier, non ha testimonianze della sua esistenza fisica, se non attraverso storie raccontate dallo stesso Fontcuberta ed uno scambio epistolare con una sorella, monaca di clausura in un non meglio precisato monastero di Valencia che, sempre a dire di Foncuberta, sono state realizzate dal suo staff.

Qualcuno, leggendo, correrà con il pensiero all’Intelligenza Artificiale e alla sua capacità di creare realtà inesistenti, si c’è sicuramente un parallelismo ma mentre il vero pericolo che si nascondeo dietro l’Intelligenza Artificiale non è altro che il considerarla una evoluzione della fotografia, quindi è la percezione che ne hanno gli stessi fotografi o appassionati a renderla pericolosa, qui si tratta di qualcosa di diverso, da un lato il messaggio che Fontcuberta ci invia e che io leggo come un “non credere a nessuno, nemmeno a me”, dall’altro il bacino di utenti che cadono nello stessa falla del punto 3 sopra descritto.
In conclusione, se la persona preposta a diffondere la cultura della fotografia è incompetente o superficiale, creerà un pubblico di incompetenti o superficiali.

https://www.mag72.com/2020/12/Vivian-Maier-non-esiste-Joan-Fontcuberta.html

https://www.youtube.com/watch?v=5_KERJHSPmo

 

 

Le foto sopra sono di Joan Fontcuberta da lui attribuire a Xeno Berenguer, personaggio da lui inventato.  

Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione ©2023 – I diritti delle immagini sono di proprietà dei rispettivi autori.